Un blog che si guarda attorno per cogliere i particolari di tutto ciò che lo circonda...
In questa caldissima estate romana, nelle ore più afose di una città che si sta già spopolando, mi abbandono sul letto.... respiro l'aria mossa dal ventilatore e penso...
cammino lieve per le stanze di casa e svolgo ogni piccola incombenza senza alcuna fretta...
allo stesso modo mi muovo lentissima per strada, avvolta da un freschissimo abito cremisi, mentre mi guardano le vetrine con i saldi...
Mi riapproprio del mio tempo...
non so quanto durerà, ma voglio illudermi (almeno per un pò) di poter vivere sempre così: leggera leggera come una nuvola...
A volte mi sembra di aver perso il bandolo della matassa della mia vita...
i fili si intrecciano in maniera confusa, inspiegabile... quei fili sono persone e situazioni...
Credo di aver avvolto il gomitolo con una gran cura ed invece... nessuna perfezione, un incredibile caos.
E' vero: il troppo ordine mi sgomenta, il silenzio mi rattrista e svuota, le solitesituazioni mi annoiano, ma in tutta questa confusione (fuori e dentro) ho paura di perdere il senso delle cose importanti...
nella mia vita ce ne sono così tante e penso spesso che meriterebbero un posto più tranquillo all'interno di quell'inquieto gomitolo di esistenza che mi porto appresso...
Dipingo ali di gabbiano… così grandi da oltrepassare i confini della tela, così bianche da rubare luce a ogni altro pigmento.
Vivere nei propri quadri…
Sogno per me spazi infiniti, distanze inconcepibili… vivo vuoti che se solo riesci a guardarli da una prospettiva diversa non possono che essere pieni, e viceversa.
Se dovessi rappresentare attraverso i colori questa mia vita userei il bianco di quelle ali per l’oggi, l’azzurro e il violetto di ieri e un giallo accecante contrapposto a un tenue grigio per dipingere quel futuro che ancora non c’è e mi affanno per realizzare…
I colori stesi sulle mie tele non sono mai saturi, si sporcano e si confondono come accade con le situazioni, le persone, i pensieri, i sentimenti, le emozioni… nel tempo mai uguali a se stessi.
In essi vivo, mentre nel carboncino dei miei pensieri mi spengo, muoio e rinasco mille volte…
… Ma se non si può vivere nelle proprie tele (e non ne sono affatto convinta) credo che si possa perlomeno dar loro un’impronta il più possibile veritiera di ciò che si è e renderle partecipi del proprio divenire…