Un blog che si guarda attorno per cogliere i particolari di tutto ciò che lo circonda...
XXXX… Seguo con lo sguardo il relatore che parla davanti a me, spostato un po’ verso destra accanto al proiettore, e d’improvviso non riesco più a capire che cosa sta argomentando… Le parole diventano mille gocce e l’una separata dall’altra mi cadono addosso ma neanche le sento…
XXXX… Continuo a guardarlo e ogni tanto annuisco, magari sembro anche interessata chissà, sarà un effetto della stanchezza, eppure gli occhi non si chiudono è solo la mente che vaga…
Come vorrei essere altrove: dai vetri mi accarezza un fascio tremolante di sole, qui dentro invece la luce del proiettore e dei neon ferisce gli occhi e l’aria che sa di moquette è diventata irrespirabile…
XXXX… Qualche colpo di tosse, qualcuno che farfuglia qualcosa… non c’è bisogno che mi volti per capire chi è perché l’accento è inconfondibile, tra poco la tipa formulerà una domanda inutile, solo per farsi notare e subito ne seguirà un’altra… sicuramente proveniente da una delle altre sue comari… inutili anch’esse come le persone da cui provengono… Ormai conosco bene le dinamiche di questo nuovo gruppo di lavoro…
XXXX… Se solo ci fossero le mie amiche romane, gli amici vecchi e nuovi, basterebbe uno sguardo per capirci al volo… non che in questa stanza manchino persone interessanti, che mi incuriosiscono, potenziali colleghi e amici da portare con me in un prossimo futuro, ma il 70 % della restante “massa” proprio non mi somiglia… invidia, egoismo, piedi pestati a priori non fanno per me… scarsa capacità di ascoltare ed un contorno di parole vuote… Davvero sono queste le persone che dovrebbero lavorare proficuamente in team?!
Rieccomi! non sono morta, ma semplicemente super impeganata...
Vi lascio una stupenda e significativa poesia di Neruda sull'importanza della vita e di viverla davvero...
CHI MUORE (Ode alla vita)
di Pablo Neruda
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle i piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.