Un blog che si guarda attorno per cogliere i particolari di tutto ciò che lo circonda...
Certe volte ti svegli e sei proprio triste… non mi capita spesso e generalmente ricaccio via i pensieri neri in un istante, prima di scendere dal letto, ma stamani ho aperto gli occhi con in testa un mare di brutte sensazioni, opprimenti e ingestibili…
percepire di essere circondata da rovi e ovunque ti muovi non puoi non pungerti…
Poi ti alzi, apri la finestra della camera e fai entrare un esile raggio di sole, bagni il viso e lo lasci accarezzare da un alito di vento, fai svogliatamente colazione, mentre accendi il cellulare e il pc…
E’ allora che succede qualcosa: ti contatta un’amica e ti invita a pranzo… e poi un’altra solo per un saluto… ti strappano un primo sorriso
Apri Splinder e scopri che ti è stato assegnato un premio (il secondo per la verità) e sorridi, è il secondo sorriso della mattina…
Leggi tutti i commenti al tuo ultimo post… c’è un blogger nuovo e ti ha scritto una bellissima chiosa , vai sul suo blog e lasci un saluto. Poi ti perdi leggendo tutti gli altri commenti e alcune parole ti toccano il cuore… e sono così familiari che sembra impossibile non conoscere realmente queste persone, non aver mai preso un caffè con loro, riso allo stesso tavolo…
Sorridi di nuovo e ti accorgi che le ombre sono andate via, la testa torna man mano più leggera, i pensieri negativi si fanno lievi lievi, nessun rancore, nessuna tristezza, gettati alle spalle non fanno più male e non pungono più…
Grazie di esserci…
(P.S. x Puociana e Camil: prometto di dedicare il prossimo post ai premi ricevuti e all’assegnazione dei nuovi J)
Come va? E’ un po’ che non ti fai sentire… tutto bene?
Sì, sto bene… e poi lo sai sto sempre bene io.
Già, lo ripeti sempre, nessun problema mai per te vero?
I problemi li risolvo da me, sono abituata così… Di solito chi mi chiama ha sempre una qualche difficoltà, ha bisogno di sfogarsi, ha bisogno di sapere che, semplicemente, ci sono…
Invece per quanto mi riguarda, io vado contro tendenza: non voglio che nessuno si preoccupi per me, non ho bisogno di protezione…
Eppure indubbiamente ci sono parecchie persone su cui puoi contare… no?
Lo so e non significa voler allontanare chi mi vuol bene, né un modo di difendersi da eventuali no… so quali sono le spalle che raccoglierebbero le mie lacrime e quali mani mi risolleverebbero… ma non amo le campane di vetro e troppo spesso mi ci sono ritrovata mio malgrado.
Noi ragazze contiamo sulla tua forza!
Lo so Grace e quella forza me la date anche voi… io che ho avuto una Vita più facile della tua, di quella di Palmina e degli altri miei angeli ho un debito con Lei, come potrei non starvi accanto, donarvi ottimismo, sorrisi e farvi sentire meno sole…
E te? non ti senti mai sola?
Qualche volta… sai non è facile entrare nel mio mondo e leggere nei miei silenzi, nelle mie richieste ossessive di perché, in certe assenze… Sono complicata!
Come me del resto… e forse è per questo che ci troviamo così bene assieme. Amiche per sempre?
Certo Grace.
Ti voglio bene sorellina!
Ti voglio bene.
Torno col pensiero alla giornata di ieri.
La sabbia tiepida sotto i piedi, nelle orecchie le dolci melodie dei Milagro, odore di salsedine, tutt’intorno la voce del mare di Follonica…
Nella testa pensieri lievi, morbidi come le nuvole che non solcano il cielo di questo 25 aprile…
È solo un anticipo d’estate, me lo ricordano i jeans arrotolati fino al ginocchio e la camicia annodata sopra la pancia, ma i raggi già pizzicano sulla pelle…
Quanti ne ho vissuti così…
Sono le 12. Cris e Manu giocano coi racchettoni in battigia, ogni tanto li sento gridare… vicini e lontani… Claudia e Albe discutono perché lei vuole scattare le foto (a guardarli si direbbero bambini, invece siamo tutti coetanei)… intanto, Laura dorme come un gatto, sul telo vicino al mio, col viso già tutto arrossato…
Li guardo tutti e cinque… e penso che non ho bisogno di nient’altro oggi, solo di queste cinque persone…
Non posso pensare che non sarà sempre così, che non ci saranno… Sarò ingenua ma io credo nel “per sempre”, ci sono legami che non si possono rompere… modificare nel tempo magari, ma non spezzarsi…
Ieri su quella spiaggia di Torre Mozza c’era un pezzettino della mia vita, un poco più di 12 anni di vita… tra i granelli di sabbia, il sole e l’acqua del mare…
Banale, banalissima riflessione… eppure è proprio vero che i piccoli quotidiani sussulti del cuore sono la conseguenza delle piccole cose…
li ritrovi in quella telefonata in cui ti senti dire che sei importante e che si ha bisogno di te,
nell’sms dell’amica che chiosa “ma lo sai che mi manchi?”,
nel sorriso della tua collega che ti viene incontro appena varcata la porta,
in un coniglietto di peluche che ti guarda dal comodino,
nella voce del tuo fratellino che ti ringrazia per esserti fatta in quattro per aiutarlo,
nel caffè bollente da gustare al bar mentre fuori si gela,
in quel pensiero stupido che ti salta in testa d’improvviso, mentre sei sul bus, e ti fa dire “ma quanto sono idiota”…
Certo, ci sono anche cose che non vanno come dovrebbero, eppure sento che sto percorrendo la strada giusta… ma sssst! È una sensazione da esplicitare piano piano, appena sibilata al vostro orecchio, perché ho tremendamente paura che qualcosa possa portarmi via il morbido equilibrio di queste giornate… fatte di tenui certezze…
Anime affini alla mia abitano le stanze della mia vita… così scelgo le persone per accompagnarmi in questo viaggio: per affinità.
Perlopiù ricche di sfaccettature e contraddizioni come me, mai di un solo colore, gialle e blu, verdi e rosse, bianche e nere, mille tonalità di grigi…
Amo le anime indomite e ribelli,
alla ricerca di un proprio posto nel mondo,
di un porto sicuro a cui approdare e allo stesso tempo perennemente in viaggio…
Adoro quelle complicate,
quelle trasparenti solo per chi ha realmente voglia di scoprirle…
Apparentemente inafferrabili,
ma poi sempre presenti quando hai bisogno,
quando non puoi non esserci, anche solo per dividere sguardi,
per parole necessarie, davanti alla solita birra…
Aria fresca sul viso,
Domani pomeriggio la Silvia si sposa…
Se ripenso oggi ai tempi in cui andavamo a ballare mi viene un pochino di nostalgia…
sempre in quattro (noi e le due cugine) a cantare a squarciagola in macchina le canzoni di Vasco… a ballare fino a sfinirci… Marina di Pisa, Tirrenia, Livorno, Castiglioncello, Viareggio…
Ho un’immagine di lei che balla su un tavolino al Pappafico e ci urla qualcosa… avevamo codificato una specie di linguaggio, ci capivamo così…
E poi a diciott’anni il mondo lo senti veramente tuo, ce l’hai in pugno… o perlomeno credi che sia così…
Poi ci siamo perse di vista… università diverse, i trasferimenti, c’è chi si fidanza e chi no, la vita separa le strade…
Trascorrono gli anni… e un giorno chi mi trovo davanti, mentre passeggio per le calli della città natia? Proprio la Silvia
E i percorsi si rintrecciano: scambio di numeri di telefono, ci sentiamo, usciamo, entrano a far parte del mio gruppo (lei e il ragazzo)… è tutto incredibilmente semplice…
E rieccola la nostra amicizia, ma non quella passata… quella è morta e sepolta, non esiste più
I rapporti non possono essere gli stessi quando sono trascorsi così tanti anni, io credo si debbano necessariamente modificare come accade a noi stessi… fuori e dentro.
L’amicizia tra noi veterane è più profonda e sincera, d'altronde siamo cresciute entrambe…
Ultimamente mi capita spesso di pensare a quante persone sono entrate nella mia vita negli ultimi anni, in modo apparentemente casuale... incontri...
Io credo molto nel destino... che ci porta in determinati luoghi e mette davanti alla nostra strada anime affini alla nostra...
Neanche te ne rendi conto ed ecco che a distanza di anni quelle persone si sono trasformate nelle tue migliori amiche e confidente, in colleghi di lavoro, nell'amore, magari negli "angeli custodi" che ti stanno aiutando a realizzare i tuoi sogni... incontri...
Persa nei miei pensieri mi sono rammentata di un brano che giorni fa ho letto in Undici minuti di Paulo Coelho, il libro che da un paio di settimane occupa il mio comodino:
"Gli incontri più importanti sono già combinati dalle anime prim'ancora che i corpi si vedano. Generalmente, essi avvengono quando arriviamo a un limite, quando abbiamo bisogno di morire e rinascere emotivamente.
Gli incontri ci aspettano, ma la maggior parte delle volte evitiamo che si verifichino. Se siamo disperati, invece, se non abbiamo più nulla da perdere oppure siamo entusiasti della vita, allora l'ignoto si manifesta e il nostro universo cambia rotta."
Finalmente mi prendo una vacanza... lunedì parto per Madrid!!!!
Sono sempre impicciatissima, ma ho deciso di approfittare della laurea appena conseguita per sparire... così mi sento meno in colpa a prendere una settimana per dedicarmi esclusivamente a me stessa...
Voglio portare il minimo indispensabile: poco abbigliamento (tanto mi hanno detto che in questi giorni a Madrid splende un sole pazzesco), un piccolo dizionario di spagnolo (in cui ho già segnato quelle frasi che mi potranno tornare utili, tipo: "do'nde esta' el servicio?"), una guida turistica (nel senso di un libricino con mappa annessa), il cellulare sì, ma da tenere rigorosamente spento...
infine nello zainetto vorrei aggiungere la tanta voglia di divertirmi e di respirare aria nuova... però non so se riuscirò a infilarcela tutta...
Ok ci sono, si parte!!!!!
Spero proprio di poter fare un bel resoconto al mio ritorno... Salutoni a tutti!
La giornata di giovedì 12 merita di essere "fermata" per sempre qui, in questo spazio che è solo mio.
Arrivo agitatissima in facoltà con una mezz'ora d'anticipo, nel mio bel tailler nuovo in tweed grigio, con la giacchina corta stretta e la gonna a palloncino, la camicia forse troppo trendy per una seduta di laurea, le scarpe col tacco (che fanno un rumore micidiale mentre procedo svelta per il corridoio), un filo di trucco...
C'è già un bel gruppetto in attesa e presto arrivano anche i ritardatari: ci sono i miei genitori elegantissimi con un bel mazzo di fiori colorati (che alla fine della lunga giornata non avranno più quell'aspetto così fresco), il mio ragazzo (che si appresta a realizzare un "servizio fotografico" di laurea da far invidia ad un professionista e le amiche...
ci sono quasi tutte: quelle storiche, come Giulia e Sara (che mi precedono nella lista dei laureandi) e i miei due angeli custodi Federica e Francesca...c'è anche Paoletta, che s'è persa la mia laurea triennale ed oggi praticamente si sorbirà tutte quelle della sessione... e poi le compagne di quel primo traguardo (Silvia e Azzurra) e quelle più recenti: la dolcissima Palmina e la simpaticissima Ilaria (alla quale consento di storpiare il mio nome nei modi peggiori, proprio perchè è lei...).
Mi chiamano, mi siedo, entrano tutti, il relatore presenta l'argomento della mia tesi e rimarca la mancanza di una gran mole di testi di riferimento: è una tesi sperimentale su blog e giornalismo... Tocca a me: spiego la struttura del lavoro e rispondo alla prima domanda, distribuisco i plastificati, poi una domanda di una prof che, è chiaro, non sa di cosa stia parlando, segue la domanda del correlatore su cos'è una blogstar... parlo, parlo, parlo e poi la commissione sbraca... Tutti hanno qualche curiosità, alcune poco attinenti in realtà con la mia tesi... Sono partecipi, sorridono spesso e sembrano soddisfatti delle risposte.
Mi fanno uscire e mi richiamano quasi subito... si passa alla proclamazione... e appena la presidente pronuncia "con lode" un grido "brava!" e tanti applausi e foto mentre stringo le mani dei prof...
In quel momento mi sono sentita davvero padrona del mondo!
Pochi istanti fa leggendo, ho incontrato una definizione dei blog come RIFUGIO.
Per me non è e non vorrei che fosse mai, di questo tipo, il rapporto con il mio blog. Il mio rifugio è casa mia (qui a Roma), la casa dei miei genitori in Toscana, il bagno (perchè nell'economia di entrambe è la stanza più piccolina), o le coperte del mio letto in cui mi rannicchio se voglio stare sola con me stessa...
Questo mio blog, invece, vorrei che rappresentasse una sorta di "piazza" dove la gente transita: c'è chi passa e ti guarda appena, ma anche chi si ferma e ti saluta. Magari torna il giorno dopo e così via...finchè puoi dire di avere un amico in più.
Il tuo compagno è uno e, perlomeno per quanto mi riguarda, sarà sempre lui, ma credo che il bisogno di amici nuovi (anche in Rete, perchè no?) non si esaurisca mai...
-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Per precisione la definizione che ho letto è di Antonio Tombolini, tratta dal suo intervento in Mondo Blog di Eloisa Di Rocco, Tecniche Nuove, pp.119, 120.