Un blog che si guarda attorno per cogliere i particolari di tutto ciò che lo circonda...
Vorrei meno lacrime da consolare in questi giorni di maggio...
Vorrei più parole complici e meno silenzi...
Vorrei favole dentro cui addormentarmi
e una mano che mi accarezza i capelli anche quando prendo decisioni discutibili...
Vorrei spazi infiniti in cui perdermi...
Vorrei piccole certezze a cui aggrapparmi ogni tanto...
Vorrei un “pinguinodaipiedinirosa” da tenere sul comodino…
Non chiedo mai niente per me… ma questa è l’ora dei desideri.
Torno col pensiero alla giornata di ieri.
La sabbia tiepida sotto i piedi, nelle orecchie le dolci melodie dei Milagro, odore di salsedine, tutt’intorno la voce del mare di Follonica…
Nella testa pensieri lievi, morbidi come le nuvole che non solcano il cielo di questo 25 aprile…
È solo un anticipo d’estate, me lo ricordano i jeans arrotolati fino al ginocchio e la camicia annodata sopra la pancia, ma i raggi già pizzicano sulla pelle…
Quanti ne ho vissuti così…
Sono le 12. Cris e Manu giocano coi racchettoni in battigia, ogni tanto li sento gridare… vicini e lontani… Claudia e Albe discutono perché lei vuole scattare le foto (a guardarli si direbbero bambini, invece siamo tutti coetanei)… intanto, Laura dorme come un gatto, sul telo vicino al mio, col viso già tutto arrossato…
Li guardo tutti e cinque… e penso che non ho bisogno di nient’altro oggi, solo di queste cinque persone…
Non posso pensare che non sarà sempre così, che non ci saranno… Sarò ingenua ma io credo nel “per sempre”, ci sono legami che non si possono rompere… modificare nel tempo magari, ma non spezzarsi…
Ieri su quella spiaggia di Torre Mozza c’era un pezzettino della mia vita, un poco più di 12 anni di vita… tra i granelli di sabbia, il sole e l’acqua del mare…
BUON NATALE, ma non solo… questi sono giorni da delirio e non sapendo quando riuscirò nuovamente a collegarmi mi anticipo augurando a tutti gli “amici di blog” BUONA FINE E BUON PRINCIPIO D’ANNO!!!
Generalmente nei giorni che precedono il 31 mi fermo a pensare ad un buon proposito da impormi durante il nuovo anno… ebbene in questo 2008 vorrei innanzitutto cercare di dare (agli altri ed in ogni situazione) il meglio di me…
Se fai il bene, ti attribuiranno
secondi fini egoistici
non importa, fa' il bene.
Se realizzi i tuoi obiettivi,
troverai falsi amici e veri nemici
non importa realizzali.
Il bene che fai verrà domani
dimenticato.
non importa fa' il bene
L'onestà e la sincerità ti
rendono vulnerabile
non importa, sii franco
e onesto.
Dà al mondo il meglio di te, e ti
prenderanno a calci.
Non importa, dà il meglio di te
(Madre Teresa di Calcutta)
Sono tornata dalle vacanze da cinque giorni ormai, ma solo ora ho trovato il tempo, e la testa, per aggiornare questo mio spazio... la costanza (purtroppo) non è mai stata una delle mie maggiori virtù...
Ho lasciato una Roma semi deserta e rieccomi nel più totale caos cittadino con i bus che non arrivano mai, gli strombazzamenti ai semafori, i furboni che sorpassano a destra come fosse la regola, gli stessi per cui la freccia è un opzional, e le auto perennemente parcheggiate in seconda (quando non in terza) fila e sui marciapiedi... lo smog, le strade abbandonate dall'Ama, le stazioni spesso invivibili... Una città piena di contraddizioni...
Eppure questa è la città che amo, direi che in fondo fa parte del pacchetto: non puoi avere solo il buono della capitale... non si può pensare di andare, che sò, a vedere Il lago dei cigni alle Terme di Caracalla senza incontrare il parcheggiatore abusivo... E' tutto compreso.
Ho sempre pensato che essendo io un'anima libera sarei vissuta peregrina per il mondo ed invece questa città mi ha messo le catene... lo ha fatto piano piano, senza che me ne accorgessi ed oggi non so se potrei lasciarla...
Mi fa impressione dirlo e difatti me lo ripeto sottovoce, quasi la mia anima non dovesse sentirlo, ma questa ormai è la MIA CASA.
Dipingo ali di gabbiano… così grandi da oltrepassare i confini della tela, così bianche da rubare luce a ogni altro pigmento.
Vivere nei propri quadri…
Sogno per me spazi infiniti, distanze inconcepibili… vivo vuoti che se solo riesci a guardarli da una prospettiva diversa non possono che essere pieni, e viceversa.
Se dovessi rappresentare attraverso i colori questa mia vita userei il bianco di quelle ali per l’oggi, l’azzurro e il violetto di ieri e un giallo accecante contrapposto a un tenue grigio per dipingere quel futuro che ancora non c’è e mi affanno per realizzare…
I colori stesi sulle mie tele non sono mai saturi, si sporcano e si confondono come accade con le situazioni, le persone, i pensieri, i sentimenti, le emozioni… nel tempo mai uguali a se stessi.
In essi vivo, mentre nel carboncino dei miei pensieri mi spengo, muoio e rinasco mille volte…
… Ma se non si può vivere nelle proprie tele (e non ne sono affatto convinta) credo che si possa perlomeno dar loro un’impronta il più possibile veritiera di ciò che si è e renderle partecipi del proprio divenire…
Ci sono giorni in cui ti senti pronto ad iniziare una nuova vita, intraprendere un nuovo percorso o semplicemente voltare una pagina che nel tempo è diventata enormemente pesante...
oggi è uno di quei giorni.
E' arrivato il momento di vedere se ho seminato bene in questi anni e sono convinta che d'ora in poi sarò in grado di cogliere serenamente ogni opportunità che vorrà far capolino...
basta togliere le ragnatele dalle pareti, gettare via le cose vecchie ed aprire le imposte... per far entrare l'aria di una vita nuova... da respirare a pieni polmoni.
Niente di meglio di una ventata di ottimismo per iniziare la settimana, non trovate?!
“Eh sì, non ci si può fidare
di uno che vivrebbe bene in un motel
senza niente
senza neanche il mare
a guardarsi dentro e a capire dentro cosa c’è.
Via, voglio andare via
io non ho progetti e non so da grande cosa farò
certo, con tutto questo vento
che mi porto dentro
e quando si calma mi fermerò.”
Sono le parole di Troppo vento, una canzone di Fabio Concato, in cui spesso ritrovo la mia essenza…
… se solo potessi infilare in una valigia tutte le persone che amo (delle quali non riesco proprio a fare a meno, se non per periodi molto limitati) allora asseconderei la mia natura di sagittario vagabondo e fermandomi un po’ qui, un po’ là a mio piacimento viaggerei in lungo ed in largo per questo mondo così affascinante e contraddittorio…
Chissà magari in futuro ne sarò capace… per adesso mi accontento di due brevi viaggi all’anno (l’uno “culturale”, l’altro estivo di totale relax) i quali riescono comunque a spezzare una routine che, per come sono io, a volte diventa realmente opprimente…
La giornata di giovedì 12 merita di essere "fermata" per sempre qui, in questo spazio che è solo mio.
Arrivo agitatissima in facoltà con una mezz'ora d'anticipo, nel mio bel tailler nuovo in tweed grigio, con la giacchina corta stretta e la gonna a palloncino, la camicia forse troppo trendy per una seduta di laurea, le scarpe col tacco (che fanno un rumore micidiale mentre procedo svelta per il corridoio), un filo di trucco...
C'è già un bel gruppetto in attesa e presto arrivano anche i ritardatari: ci sono i miei genitori elegantissimi con un bel mazzo di fiori colorati (che alla fine della lunga giornata non avranno più quell'aspetto così fresco), il mio ragazzo (che si appresta a realizzare un "servizio fotografico" di laurea da far invidia ad un professionista e le amiche...
ci sono quasi tutte: quelle storiche, come Giulia e Sara (che mi precedono nella lista dei laureandi) e i miei due angeli custodi Federica e Francesca...c'è anche Paoletta, che s'è persa la mia laurea triennale ed oggi praticamente si sorbirà tutte quelle della sessione... e poi le compagne di quel primo traguardo (Silvia e Azzurra) e quelle più recenti: la dolcissima Palmina e la simpaticissima Ilaria (alla quale consento di storpiare il mio nome nei modi peggiori, proprio perchè è lei...).
Mi chiamano, mi siedo, entrano tutti, il relatore presenta l'argomento della mia tesi e rimarca la mancanza di una gran mole di testi di riferimento: è una tesi sperimentale su blog e giornalismo... Tocca a me: spiego la struttura del lavoro e rispondo alla prima domanda, distribuisco i plastificati, poi una domanda di una prof che, è chiaro, non sa di cosa stia parlando, segue la domanda del correlatore su cos'è una blogstar... parlo, parlo, parlo e poi la commissione sbraca... Tutti hanno qualche curiosità, alcune poco attinenti in realtà con la mia tesi... Sono partecipi, sorridono spesso e sembrano soddisfatti delle risposte.
Mi fanno uscire e mi richiamano quasi subito... si passa alla proclamazione... e appena la presidente pronuncia "con lode" un grido "brava!" e tanti applausi e foto mentre stringo le mani dei prof...
In quel momento mi sono sentita davvero padrona del mondo!
Ogni volta che sono tornata a casa dopo aver sostenuto un esame ho sempre catalogato tutto il materiale usato per prepararmi al giorno fatidico (libri, quaderni di appunti e riassunti ecc..), per poi disporlo ordinatamente di seguito a quello collocato in precedenza...
Una specie di rito scaramantico, che mi ha sempre portato fortuna (almeno così mi è parso), perfino in occasione di esami pre me particolarmente ostici, come quello di francese II...
ora che manca così poco al momento in cui riporrò per l'ultima volta libri, appunti e riassunti (contando questo: 2 giorni) mi sale addosso un misto di gioia e tristezza, già un filo di nostalgia...
Credo sia vero che gli esami non finiscono mai e sicuramente quel materiale, come le cose che ho appreso, mi tornerà utile prima o poi... quindi ho deciso che tutto resterà lì, nel cantuccino dove l'ho raccolto, per ricordarmi questo periodo speciale della mia vita, mentre se ne apre un altro, che spero sarà altrettanto ricco...
Per adesso mi trascino per casa avvolta da un caleidoscopio di emozioni e su tutte un'ansia palpabile che non se ne va...
Quando sento qualcuno asserire che sapeva fin da bambino cosa avrebbe fatto nella vita mi fa sempre una strana impressione, quasi un brivido...
Io tuttora non so cosa farò "da grande"....
I miei genitori hanno lasciato la mia camera come se ancora vivessi lì e quando mi ci reco sprofondo nei ricordi... i miei disegni a carboncino e a tempera è come se fossero appesi ancora alla parete di quell'aula di liceo, le scarpette rosa con la punta in gesso hanno ancora il loro bel nastro di raso (chissà se mi starebbe, oggi, la giulietta verde acqua che riposa nell'armadio), il tempo trascorre e mi rivedo a piedi scalzi sul tatami, col capo chino e quella medaglia d'argento troppo bella... un balzo in avanti e d'improvviso sono seduta ad un banco universitario...
Flash di vita vissuta...vissuta inseguendo sogni ogni volta diversi...
Non c'è nessun filo di tristezza nel ricordare, perchè sono stata sempre ciò che ho voluto (nel bene e nel male) ed incontrare nuovi bivi oggi è ancora emozionante.
Anche il non sapere cosa farò nel futuro lo è... Terrificante ed eccitante al tempo stesso.
Non potrei vivere diversamente.