Un blog che si guarda attorno per cogliere i particolari di tutto ciò che lo circonda...
Ho sempre pensato che al mondo esista un “POSTO GIUSTO” per ciascuno (un luogo, ma anche un modus vivendi) in cui ti senti che tutto sta andando come deve andare… un posto che ti protegge, ma che ti fa sentire libera…
dove i colori sono i tuoi colori e gli spazi sono misurati su di te…
dove c’è una famiglia perfetta… e ci sono gli amici… e un compagno… e le pagine vengono sfogliate una ad una con cadenza regolare… Qui tutto è semplice, giusto, come deve essere.
Per molto tempo, e poi a tratti, ho anche pensato di averlo trovato quel “POSTO GIUSTO” per me…
finchè un giorno all’improvviso non ne sei più così sicura, semplicemente non lo sai più…e le pagine cessano di cadere l’una sull’altra in successione e si confondono i numeri.
Ma si possono davvero rimettere in discussione i “POSTI GIUSTI”?
Si può uscire per strada, le strade della tua città e sentirsi d’un tratto estranea? o ancor peggio sentirti estranea a tutto quello che ti circonda e a quello che hai creato tu?
Non saper più se quel lavoro è quello per te e se ti riconosci davvero nelle cose che fai,
in quello che appari,
in quello che sei?
Forse sono solo attimi… pensieri da ricacciare giù per la gola o far brillare lontano…
Forse sono solo attimi… davvero…
Forse…
Sono seduta sulla spiaggia, guardo il mare e il mare mi parla… parla di me, con sincerità e tenerezza, mi dice le cose che non ho voglia di ascoltare, mi porta le voci delle persone lontane e di chi non c’è più…
Pensieri sparsi nella testa. Qualcuno mi ha detto che il mare nasconde, per me invece svela e certe volte penso che se mi parla è perché so ascoltarlo meglio di tanti altri, io che sono nata davanti a Lui, me lo porto dentro, parte inscindibile di me… come gli scogli, la sabbia e i ciottoli della mia bella toscana… Chi mi sta accanto non può non amarlo.
Non potrei vivere senza: d’estate mi rigenera, d’inverno mi tempra, scaccia via le malinconie… e mi culla facendo affiorare pensieri, desideri e sogni nitidi come non mai. Le pagine più belle di questa mia vita finora le ho scritte proprio davanti a Lui. Rivivo istanti. Una delle decisioni più importanti l’ho presa proprio all’alba di tanti anni fa camminando lungo il mio mare, guardando la piccola umanità notturna che popola ancora per un po’ la Livorno che si sveglia …
“Io questa bambina la porterò a pescare” era solito dire mio nonno… non lo ha mai potuto fare purtroppo, non gli è stato concesso quel tempo, ma quando finalmente ci sono andata a pescare ho pensato che aveva già capito tutto di quella piccolina, ancor prima che venisse al mondo… D'altronde noi livornesi (si sa) siamo gente di sabbia e di scoglio ;)
Torno col pensiero alla giornata di ieri.
La sabbia tiepida sotto i piedi, nelle orecchie le dolci melodie dei Milagro, odore di salsedine, tutt’intorno la voce del mare di Follonica…
Nella testa pensieri lievi, morbidi come le nuvole che non solcano il cielo di questo 25 aprile…
È solo un anticipo d’estate, me lo ricordano i jeans arrotolati fino al ginocchio e la camicia annodata sopra la pancia, ma i raggi già pizzicano sulla pelle…
Quanti ne ho vissuti così…
Sono le 12. Cris e Manu giocano coi racchettoni in battigia, ogni tanto li sento gridare… vicini e lontani… Claudia e Albe discutono perché lei vuole scattare le foto (a guardarli si direbbero bambini, invece siamo tutti coetanei)… intanto, Laura dorme come un gatto, sul telo vicino al mio, col viso già tutto arrossato…
Li guardo tutti e cinque… e penso che non ho bisogno di nient’altro oggi, solo di queste cinque persone…
Non posso pensare che non sarà sempre così, che non ci saranno… Sarò ingenua ma io credo nel “per sempre”, ci sono legami che non si possono rompere… modificare nel tempo magari, ma non spezzarsi…
Ieri su quella spiaggia di Torre Mozza c’era un pezzettino della mia vita, un poco più di 12 anni di vita… tra i granelli di sabbia, il sole e l’acqua del mare…
"A me m’ha sempre colpito questa faccenda dei quadri. Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico, fran, giù, cadono.
Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, ma loro a un certo punto, fran, cadono giù, come sassi.
Nel silenzio più assoluto, con tutto immobile intorno, non una mosca che vola, e loro, fran. Non c’è una ragione.
Perché proprio in quell’istante? Non si sa. Fran.
Cos’è che succede a un chiodo per farlo decidere che non ne può più? C’ha un’anima, anche lui, poveretto? Prende delle decisioni?
Ne ha discusso a lungo col quadro, erano incerti sul da farsi, ne parlavano tutte le sere, da anni, poi hanno deciso una data, un’ora, un minuto, un istante, è quello, fran. O lo sapevano già dall’inizio, i due, era già tutto combinato, guarda io mollo tutto tra sette anni, per me va bene, okay allora intesi per il 13 maggio, okay, verso le sei, facciamo sei meno un quarto, d’accordo, allora buona notte, ‘notte. Sette anni dopo, 13 maggio, sei meno un quarto: fran.
Non si capisce. E’ una di quelle cose che è meglio non ci pensi, se no ci esci matto.
Quando cade un quadro.
Quando ti svegli, un mattino, e non la ami più.
Quando apri il giornale e leggi è scoppiata la guerra.
Quando vedi un treno e pensi io devo andarmene da qui.
Quando ti guardi allo specchio e ti accorgi che sei vecchio."
(da "Novecento" di Alessandro Baricco)
Proprio così è la mia vita... tutta costellata (nel bene e nel male) di quadri che cadono all'improvviso... fran
Ciao a tutti, sono tornata!!!!!!
Sono reduce da un piccolo viaggio di lavoro a Parma per affrontare una nuova sfida… non saprei definire questa esperienza in nessuna altra maniera…
Ebbene sì, non credo di poter annoverare questa mia caratteristica tra i pregi, ma senz’altro mi contraddistingue: IO AMO LE SFIDE.
Le amo da sempre, da quando ero bambina e mi avevano detto che con le caviglie così fragili non sarei mai potuta diventare una ballerina… proprio per questo mi segnai a danza classica, solo per poter dimostrare di essere in grado di salire un giorno sulle punte di gesso… Una prima vittoria personale!
E poi, cambio di rotta: seguirono le arti marziali e le gare… e poi la scuola di recitazione, le tournèe, le esperienze da aiutoregista prima e da regista subito dopo…
E… buttare tutto all’aria per ricominciare in un’altra città… il passaggio da Giurisprudenza al Dams… nuova vita, nuovi amici, ma anche una famiglia lontana da far sentire partecipe, amicizie storiche da coltivare…
Quindi rinascere anche come giornalista… le tante esperienze, gli stage, il lavoro…
Persone che ti stanno vicine, ma anche persone che non capisci e non ti capiscono e proprio per questo cerchi di “conquistare”…
Mettersi alla prova, sempre e comunque, mi fa sentire viva… mi dà un’adrenalina di cui non riesco a fare a meno…
Certo non si è trattato sempre di vittorie, e in questa specie di riassunto non ci sono tante e tante cose, e anche un po’ di batoste, ma il sentirsi bene non credo dipenda sempre dai successi… quanto dal “gareggiare” con sé stessi e contro il pensiero di non farcela o di non essere all’altezza…
Non è una scelta VIVERE DI SFIDE, io so vivere solo così!
E un giorno arrivai qui a Roma… con me uno zainetto pieno zeppo di sogni, tante cianfrusaglie, un coniglietto color fumo, libri e quaderni a righe…
Potrebbe essere l’incipit di un romanzo o, perché no, di una fiaba… e devo dire che quando giunsi nella capitale mi sentivo un po’ come un personaggio uscito da un libro di Benni o Baricco…
Ho sempre pensato che avrei vissuto in una grande metropoli, la mia Livorno m’è sempre stata un po’ stretta… così nel caos cittadino mi sono subito trovata a mio agio… ero parte di tutto ciò che mi circondava, ritrovavo l’arte e la storia studiata con passione al liceo, le arti sceniche che mi apprestavo ad approcciare… Tutto era nuovo e vecchio, già visto e da vivere…
E’ passato il tempo… alcuni sogni giacciono ancora in quello zainetto, altri sono stati sostituiti da sogni più “giusti” per me, per come sono diventata, e poi ve ne sono di nuovi di zecca… alcuni non ancora troppo definiti, ma in via di discernimento…
Le cianfrusaglie per lo più sono state distrutte da una “devastante sciagura”: il crollo del mobile sospeso al muro che le conteneva… improvviso, inconcepibile… ma forse semplicemente la mia nuova abitazione ha voluto disfarsi di cose che riteneva superflue… e non potrei oggi eccepire niente sulla decisione…
Anche il coniglietto non c’è più, ma avrà sempre un posto speciale nel mio cuore… compagno pendolare di tanti ritorni alla casa paterna, silenzioso tenerissimo batuffolo di pelo, mai in altri occhi ho rivisto un amore così incondizionato…
I libri invece sono ancora con me, ogni tanto sfoglio le pagine di quelli più vecchi e mi soffermo teneramente sulle pagine ingiallite…
E i quaderni a righe? Di quelli negli anni ne ho riempiti tanti e tanti ancora… la magia della penna biro sul foglio resta per me intatta… sghiribizzi blu incomprensibili fanno compagnia al pc nuovo nuovo e mi fa piacere pensare che in fondo ne sia lieto perché c’è sempre un po’ della mia anima in tutto quello che scrivo, anche sui mille foglietti volanti, sparsi ovunque per casa… ed è sempre l’anima irrequieta della ragazzina di 7 anni fa…
… spero di non smettere mai di sognare e che quel vento impetuoso che ogni tanto sento dentro e mi fa, spesso e volentieri, rimettere tutto in discussione prima o poi si trasformi in una tremula, piacevole, brezza…
salutini a tutti J
Oggi ricorre quel 15 dicembre di tanti anni fa in cui nasceva una piccola elfa… e generalmente quando raggiungo questa data faccio sempre un consuntivo del “mio anno” appena trascorso, finendo sempre per chiedermi quello che ho imparato e quello che ho compreso di me stessa… in quest’ultimo periodo poi di cose me ne sono successe parecchie…
Così diciamo che per iniziare HO IMPARATO che certe volte le selezioni si vincono e bisogna essere fiduciosi e credere un po’ più in sé stessi…
HO IMPARATO che sono capace di adattarmi a tutto ed a tutti e se mi metto d’impegno riesco anche a trarre il meglio dagli scherzi del destino…
HO IMPARATO che i sogni che si credono irrealizzabili si possono avverare e quindi bisogna fare una grande attenzione a ciò che si desidera…
HO IMPARATO che per quanto puoi non esserci, se la tua assenza non dipende da te, chi ti vuol bene ti aspetta…
HO IMPARATO che per quanto mi attragga il buio il mio elemento non può essere che la luce…
HO IMPARATO che devo essere meno severa nel giudicare gli altri ed anche nel giudicare me…
HO IMPARATO che dieci ore di sonno sono meglio di cinque, ma a volte non si può scegliere…
HO IMPARATO che molte delle cose che ritieni importanti diventano superflue quando stai bene con te stessa e riesci ad accettarti, ed a stimarti, per quello che sei…
Happy Birthday to me…
Domani pomeriggio la Silvia si sposa…
Se ripenso oggi ai tempi in cui andavamo a ballare mi viene un pochino di nostalgia…
sempre in quattro (noi e le due cugine) a cantare a squarciagola in macchina le canzoni di Vasco… a ballare fino a sfinirci… Marina di Pisa, Tirrenia, Livorno, Castiglioncello, Viareggio…
Ho un’immagine di lei che balla su un tavolino al Pappafico e ci urla qualcosa… avevamo codificato una specie di linguaggio, ci capivamo così…
E poi a diciott’anni il mondo lo senti veramente tuo, ce l’hai in pugno… o perlomeno credi che sia così…
Poi ci siamo perse di vista… università diverse, i trasferimenti, c’è chi si fidanza e chi no, la vita separa le strade…
Trascorrono gli anni… e un giorno chi mi trovo davanti, mentre passeggio per le calli della città natia? Proprio la Silvia
E i percorsi si rintrecciano: scambio di numeri di telefono, ci sentiamo, usciamo, entrano a far parte del mio gruppo (lei e il ragazzo)… è tutto incredibilmente semplice…
E rieccola la nostra amicizia, ma non quella passata… quella è morta e sepolta, non esiste più
I rapporti non possono essere gli stessi quando sono trascorsi così tanti anni, io credo si debbano necessariamente modificare come accade a noi stessi… fuori e dentro.
L’amicizia tra noi veterane è più profonda e sincera, d'altronde siamo cresciute entrambe…
Stamani, appena alzata, ho preso coscienza di una cosa sconcertante: la mia casetta è diventata troppo piccola per contenere le mie cose...
L'armadio è strapieno, non solo di vestiti, ma degli oggetti che non hanno trovato un giaciglio appropriato altrove (dalla piastra per capelli alla macchina fotografica e molto altro ancora)...
Per non parlare dei cassetti...
Lo stanzino straborda di scarpe (che poi, assieme alle borse, sono la mia passione!) e, ma non lo ammetterò mai, di cianfrusaglie.... io non butto via niente con la scusa che "sono ricordi"... c'è perfino la gabbia del coniglietto che mi ha fatto compagnia nei miei primi anni romani...
Libri, riviste e quaderni, oltre alla libreria hanno invaso ogni angolo...
Ma questa casa-piccola-dimora di quasi 60 metri quadrati sembra non riuscire a contenere più neanche me: i miei sogni, desideri, emozioni, ricordi, persone andate e arrivate nel mio cuore... e un'anima che (diversamente da come sono io fisicamente) è troppo cicciottella, perchè si ciba di tutto ciò che la vita le dona e non è mai sazia...