Un blog che si guarda attorno per cogliere i particolari di tutto ciò che lo circonda...
E oggi ha smesso di piovere... E' venuta giù acqua tutta la settimana, il Tevere secondo le previsioni (bha quasi tutti gli anni i soliti allarmismi) avrebbe dovuto esondare... e invece niente... proprio così, niente...
stessa cosa accade nella vita, quante volte ci facciamo "non problemi" o anche problemi reali, quante volte pensieri su pensieri intasano la mente, o le lacrime offuscano la vista... quante volte ci fermiamo a guardare il fiume in piena pensando che l'acqua passerà gli argini, che la pioggia non cesserà più di scendere... e invece niente...
tornano le giornate serene, la pioggia viene asciugata dal sole, il Tevere non fa più paura... in alcuni punti resta il segno, qualche traccia di quello che sarebbe potuto essere... ma spetta solo a noi scegliere di non portarle dentro come ferite, ma solo come moniti e magari un giorno semplicemente ricordi...
E' un pò che non aggiorno questo mio spazio virtuale e non è perchè non ci sia nulla da scrivere, anzi...
forse è solo perchè non mi va di mettere sotto una lente di ingrandimento questo periodo...
A dire il vero ci sono anche giornate bellissime, sono le giornate in cui sai che stai come ti meriti di stare,
in cui chi ti guarda sembra abbia capito tutto di te e non servono parole,
in cui chi ti sorride lo fa un pò per sè e un pò per te,
in cui chi ti racconta i suoi problemi non lo fa per darti un peso ma perchè le cose belle come le brutte si dividono con chi si vuol bene,
in cui chi c'è corre a cercarti anche se hai detto che va tutto bene,
in cui chi non c'è ti fa sentire la sua presenza... e basta un sms, una telefonata, o una parola su msn...
E poi ci sono le giornate brutte, ma di quelle proprio non mi va di parlarne oggi...
Pensieri, pensieri, pensieri… invadono la mia testa e imprigionano gli attimi… se solo non fossero i compagni della mia vita attraverserei questa spiaggia più serena, smetterei di dibattermi tra cose giuste e sbagliate… guarderei in alto, lontano, oltre i tetti delle case, dove l’orizzonte scompare…
Invece guardo i miei piedi mentre avanzo e le impronte di chi mi cammina al fianco.
Vado adagio per non commettere errori… per non far soffrire nessuno… e perché tutto sia come deve essere…
E quando quei pensieri fanno mancare la terra sotto di me li lascio decidere… sono i padroni del mio incedere, delle mie scelte, anche adesso… anche oggi… anche se c’è chi mi dice di scacciarli e lasciarsi trasportare ancora dalla corrente...
“Non li hai scelti tu, spesso ti disturbano, a volte ti cambiano la giornata, qualche volta possono addirittura cambiarti la vita. Possono non lasciare più la tua mente, fanno il nido tra le mappe del tuo cervello e diventano la tua ossessione, uccidono la tua fantasia e la tua libertà. Oppure un pensiero ti invade per un attimo e subito ne arriva un altro che ne prende il posto e poi un altro ancora, un’immagine seguita da un’altra, immagini e pensieri si incalzano e si spingono via dalla tua mente come le vele bianche in viaggio in quel pezzo di mare blu inquadrato dalla tua finestra”
(Da L’uomo che non credeva in Dio di Eugenio Scalari)
"A me m’ha sempre colpito questa faccenda dei quadri. Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico, fran, giù, cadono.
Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, ma loro a un certo punto, fran, cadono giù, come sassi.
Nel silenzio più assoluto, con tutto immobile intorno, non una mosca che vola, e loro, fran. Non c’è una ragione.
Perché proprio in quell’istante? Non si sa. Fran.
Cos’è che succede a un chiodo per farlo decidere che non ne può più? C’ha un’anima, anche lui, poveretto? Prende delle decisioni?
Ne ha discusso a lungo col quadro, erano incerti sul da farsi, ne parlavano tutte le sere, da anni, poi hanno deciso una data, un’ora, un minuto, un istante, è quello, fran. O lo sapevano già dall’inizio, i due, era già tutto combinato, guarda io mollo tutto tra sette anni, per me va bene, okay allora intesi per il 13 maggio, okay, verso le sei, facciamo sei meno un quarto, d’accordo, allora buona notte, ‘notte. Sette anni dopo, 13 maggio, sei meno un quarto: fran.
Non si capisce. E’ una di quelle cose che è meglio non ci pensi, se no ci esci matto.
Quando cade un quadro.
Quando ti svegli, un mattino, e non la ami più.
Quando apri il giornale e leggi è scoppiata la guerra.
Quando vedi un treno e pensi io devo andarmene da qui.
Quando ti guardi allo specchio e ti accorgi che sei vecchio."
(da "Novecento" di Alessandro Baricco)
Proprio così è la mia vita... tutta costellata (nel bene e nel male) di quadri che cadono all'improvviso... fran
Thomas Merton ha scritto…
“Chi si accontenta di quello che ha e accetta il fatto incontestabile di mancare di molte cose nella vita è assai più ricco di uno che ha molto di più, ma si angustia per tutto quello di cui, eventualmente potrebbe mancare. Perché noi non possiamo trarre il miglior partito da quello che siamo se il nostro cuore è sempre diviso tra quello che siamo e quello che non siamo.”
… ebbene io non ci riesco, mi accorgo sempre di più di non essere capace di smettere la ricerca…
non riesco ad accontentarmi di quello che ho (anche se ipoteticamente posseggo tutto ciò che mi dovrebbe far star bene) o di quello che sono…
Non ho nulla da invidiare agli altri, eppure c’è sempre qualcosa che manca nella mia vita…
Ci sono ancora vette da scalare, sempre altri traguardi da conquistare e perdere e riconquistare ancora...
La vita innanzitutto per me è passione, è ricerca, è non accontentarsi… e non posso fare a meno di vivere diversamente, so vivere solo così…
[A chi so io: …la girandola colorata che mi hai regalato è molto più bella di qualsiasi mazzo di fiori o palloncino visto a S.Ranieri. Guardarla mossa dal vento mi fa tornare bambina… Grazie!]